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mercoledì 11 dicembre 2013

COME LORO


In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». 

Mt 11, 28-30 

Umiltà e mitezza come ingredienti per riposarsi dalla stanchezza e dall'oppressione della vita. Due qualità da imparare, due atteggiamenti da apprendere stando con Gesù, frequentandolo il più possibile: con l'ascolto delle sue parole, con la preghiera, nel silenzio, nella partecipazione al modo con cui Lui ha voluto restare con noi (l'Eucarestia), nel volto di chi è povero, sofferente, solo… Tanti i modi per stare con Lui. Tante le occasioni per gustare la dolcezza dell'essere sotto il suo giogo: non la cattività, ma la vera libertà. E liberiamoci, una volta per tutte, dalla superbia, dall'arroganza, dalla presunzione, dal volto finto-serio senza mai un sorriso, dalla rabbia, dall'aggressività… Davvero è meglio "come loro", come i piccoli, i bambini, semplici e sorridenti. Chi si fa piccolo troverà la sua ricompensa!

martedì 3 dicembre 2013

"PICCOLI PRINCIPI" non si nasce, SI DIVENTA


In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono». 

Lc 10, 21-24 

Siamo al terzo giorno di Avvento. Le tante parole che Gesù ci offre per accompagnarci in questo mese di preparazione al Natale ci hanno già fatto capire che in gioco ci può essere qualcosa di grande. E più queste parole sembrano impegnative e più Gesù chiede salti di qualità in avanti. Il Vangelo (la buona notizia) di oggi ci ricorda che non dovrebbe mai bastarci essere soltanto sapienti e intelligenti, sapere le cose e conoscere sempre il "come si fa". 
L'atteggiamento da avere per cogliere la verità della vita (cioè vivere una vita piena, buona, felice, … vera!) è quello dei "piccoli", dei "semplici", degli "umili", dei "bambini"! Paradossalmente più uno cresce in sapienza e intelligenza più è chiamato ad essere semplice, a non montarsi la testa, a sorridere all'inizio delle sue giornate, a vivere la vita come un dono, ringraziando, proprio come fa un bambino, che affronta il suo tempo con stupore, curiosità e voglia di vivere. In tanti vorrebbero vivere così ("molti profeti e re").
Forse non diventeremo mai dei grandi re, ma almeno potremo provare ad essere "solo" dei piccoli principi e "solo" il sorriso e la semplicità ci permettono di farlo, insieme alla voglia di rivoluzionare la nostra vita sui consigli di quell'uomo chiamato Gesù.

lunedì 2 dicembre 2013

TUTTI DEGNI

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli». 
Mt 8,5-11 


Dopo essere stati messi in guardia, nel primo giorno di Avvento, circa il modo con cui Dio entra nella vita delle persone (in silenzio, senza farsi notare, senza preavviso) e sulla possibilità che questa entrata stravolga tutta l'esistenza, il primo passo feriale chiede di fare i conti con il senso di indegnità nei confronti di Dio. Molte volte ci si sente davvero come questo centurione, indegni di essere considerati da Qualcuno di così grande, come Gesù, il Figlio di Dio. Anzi, a parlarne, fa quasi vergogna, soprattutto tra i più grandi. Subordinati a molte cose in questo mondo, ci dimentichiamo poi di affidarci a ciò che cambia i nostri punti di vista e rende la vita migliore, la guarisce, la salva. "Io verrò o lo guarirò" dice Gesù, parlando di un uomo, malato, a letto, paralizzato tra dolori tremendi. Quanti dolori e paralisi interiori soffre la nostra vita fino a quando una Presenza diversa irrompe dentro di essa! 
Aprire la porta della nostra vita a Dio vuol dire, anche, fare un passo indietro rispetto alle nostre conquistate posizioni o alle nostre vergogne e incominciare a fidarci di Lui.

mercoledì 12 dicembre 2012

UN PO' DI RIPOSO

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero". 
Mt 11, 28-30

In questo tempo di Avvento sembra che il Signore abbia un desiderio forte: quello di stare con noi. Per prepararci a vivere l’importante giorno della sua nascita abbiamo bisogno di stare un po’ di più con Lui, di leggere ogni giorno il Vangelo, di parlare e di raccontargli come sta andando il nostro cammino. Stare con Gesù ristora da tante fatiche, fa pensare a una vita diversa, più libera, una vita vera perché piena di speranza e di capacità di affrontare i problemi con uno sguardo differente. Quando stiamo con Lui nella preghiera ci sentiamo bene e impariamo, finalmente, ad essere miti e umili di cuore, cioè ad essere semplici. Solo così la vita trova riposo e la strada per la felicità.